Inviato da : Lunadicarta - Domenica, 31 Luglio 2005 - 10:41


Roma: il Terrorista Fighetto ...
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Il vero nome è Hamdi Adus Issac, è etiope ed ha circa 27 anni. L'attentatore fallito del 21 luglio scorso a Londra, nella stazione di  Shepherd's Bush, arrestato a Roma tentava di nascondersi e non preparava attentati. La disgrazia se l'è portata a casa sua dalla famiglia, ottenendo l'arresto di suo fratello, il gestore di un notissimo e centralissimo call center. Con la magistratura romana inquirente egli ha già vuotato il sacco, mentre è in allerta la procura di Brescia, che ha allargato le indagini alle persone e agli ambienti a lui collegati. Idem, credo, a Milano. Hamdi, che ha il primato dell'essere il primo arresto europeo effettuato dall'Italia, vorrebbe rimanere in Italia ed il suo avvocato ribadisce, che egli ancora non avrebbe accettato alcun mandato di estradizione.
Mah! Una delle tragedie più drammatiche dell'Italia giudiziaria è la questione dei pentiti. Molto meglio, nelle faccende di mafia, sarebbe punire duramente le omissioni ed il concorso delle forze dell'ordine, seguendo il vecchio adagio: "tornando a casa picchia sempre tua moglie, lei sa perchè" e, tutto sommato, oltre che la cittadinanza lo sa anche la magistratura.
Cosa farà l'italietta?
Ci terremo questo aspirante terrorista, che per giunta è anche un infame?
Spero proprio di No. Almeno per tre ragioni:
a) perchè personcine come Issac infangano la comunità islamica internazionale;
b) perchè la Resistenza è tutta un altra cosa, e merita rispetto;
c) perchè ciò legalizzerebbe l'ingresso di terroristi in Italia.
Restituiamolo quindi presto a Londra, ma senza lavarci pilatescamente le mani. Tanto si è già visto, che questo è uno che parla, ma che non venga mai torturato a causa nostra dai servizi britannici, parenti stretti della Cia.
Alcuni articoli descrivono Issac come dedito alla preghiera.
Francamente dalla sua plasticità fotografica sorgono alcuni dubbi: o è scemo, oppure si tratta di un gran furbo e ha deciso che, alle 72 vergini di Maometto, c'è da preferire quelle in carne ed ossa insieme ad una buona dose di pubblicità.
Pur sostenendo la teoria complottista della linea editoriale filogovernativa di tutti gli ultimi attentati, si rileva in modo inquietante come  il 21 luglio siano stati utilizzati personaggi appartenenti alla seconda generazione di residenza, emigrata a Londra.
Hamdi Adus Issac, in particolare, sembra provenire da un gruppo familiare allargato fortemente consolidato nel settore commercio e benestante. Ed allora a che pro, visto che non si tratta certo di uno sbandato preso per il nichilismo esistenziale maturato?
Comprendendo meglio i dubbi di una mia amica su alcuni personaggi e, visti finanche i nobili italiani partecipare ai tavoli di movimento (fosse anche solo per accostarsi e mangiare), mi domando: da dove gli viene a questo l'ardore suicida per la causa?
Il movimento inglese, che non ne può essere ispiratore, lo avrà mai visto in piazza o partecipare a qualche riunione? E a Londra, i servizi gli avranno offerto forse la tv?

Lu'

segue rassegna ...

Il ministro dell'Interno svela una rete di contatti tra l'arrestato e in nord d'Italia
Chiuso in cella, l'attentatore del 7 luglio a Londra invoca Allah
Pisanu: "Hamdi non era solo in Italia"
Udienza di estradizione per il terrorista

ROMA - Hamdi non era solo in Italia. Il ministro dell'Interno ha svelato che il terrorista del mancato attentato del 21 luglio alla stazione londinese di Shepherd's Bush godeva di una rete di appoggi utili per coprire la sua fuga. Giuseppe Pisanu ha parlato di "un fitto reticolo di soggetti appartenenti alla comunità eritrea ed etiope in Italia ritenuti funzionali alla copertura del latitante".

Un particolare che evoca scenari inquietanti. Il giorno prima dell'arresto a Centocelle di Hamdi Adus Issac (non Hamdi Isaac come detto in precedenza), dai banchi del Senato il ministro Pisanu aveva detto: "Consideriamo possibile un attentato nel nostro paese".

Il Copaco: "Cellule anche in Italia". Il presidente del Copaco, il Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, è preoccupato quanto il collega di governo. Per Enzo Bianco, l'arresto a Roma del terrorista etiope non è casuale: "E' la conferma della presenza nel nostro Paese di cellule terroristiche essenzialmente logistiche, che però potrebbero anche svolgere funzioni diverse. La Somalia, il paese da cui proviene il terrorista arrestato, è un Paese paragonabile all'Afghanistan, dove funzionano campi d'addestramento e dove la sovranità dello Stato non ha ancora raggiunto vaste aree di territorio".

"A Londra era un attentato dimostrativo". Dal carcere di Regina Coeli, Issac Hamdi ha ammesso di essere uno dei terroristi del 21 luglio ma a Roma, continua a ripetere da ore, "non sono venuto per mettere bombe: in Italia ero solo di passaggio. Volevo andarmene". In questura, ieri sera, il pm Franco Ionta, capo del pool antiterrorismo della Procura di Roma, l'ha interrogato fino alle tre di notte. Ha parlato in buon italiano Hamdi (ha vissuto diversi anni a Roma) e ha spiegato che con gli attentati del 7 luglio, quelli che provocarono 56 morti, il suo gruppo non c'entra. "Dovevamo fare qualcosa - ha detto ai pm - dovevamo reagire al clima di odio e di ostilità che si era creato dopo le bombe del sette luglio. Non dovevamo e non dovevo uccidere nessuno: quella bomba non avrebbe potuto fare vittime".

Nome di copertura. I servizi italiani, in collaborazione con quelli inglesi, sono riusciti a ricostruire con sufficiente precisione i movimenti del fuggiasco. Prima di tutto il suo nome: non si chiama Osman Hussain e non è somalo. Il nome e la nazionalità dell'arrestato era una copertura per ottenere dal governo inglese lo stato di rifugiato e ottenere le agevolazioni previste per i cittadini che scappano dai loro paesi per ragioni politiche. Il terrorista fermato ieri a Roma si chiama Hamdi Adus Issac ed è origniario dell'Etiopia.

In treno da Waterloo a Roma. Da Londra, Hamdi Issac è partito il 26, nove giorni dopo gli attentati. Nonostante il massiccio dispiegamento di forze dell'ordine, avvantaggiato dal passaporto britannico che le autorità inglesi gli hanno fornito dopo la residenza più che decennale in Gran Bretagna, il terrorista della metropolitana è riuscito a partire dalla stazione di Waterloo. Passando da Parigi, Hamdi ha proseguito il viaggio in treno fino a Milano. "Nel capoluogo lombardo - ha detto Pisanu, il ministro dell'Interno - Hamdi Issac è entrato in contatto con elementi originari del Corno d'Africa residenti nelle province di Milano e a Brescia". Da Milano, il terrorista ha fatto almeno tre telefonate al cellulare del fratello, quelle telefonate che sono state intercettate dalla Digos di Milano e hanno svelato la sua presenza in Italia.

Quindici perquisizioni. Per tutta la notte e questa mattina, sono state eseguite almeno quindici perquisizioni in appartamenti e negozi gestiti da islamici residenti nell'Italia settentrionale e in particolare nel bresciano. "E' importante - spiegava stamane un investigatore - scoprire i presunti contatti in Italia del terrorista, sapere su chi poteva contare e quali opportunità gli avrebbero offerto". Finora però, dalle perquisizioni non sono emersi elementi utili alle indagini.

L'estradizione. I giudici della Corte d'appello di Roma hanno interrogato il terrorista etiope: l'udienza è stata finalizzata ad espletare le formalità giuridiche per avviare l'estradizione richiesta dalla magistratura britannica. L'avvocato Antonietta Sonnessa, difensore d'ufficio di Hamdi Issac, ha detto che finora il suo cliente non ha dato il consenso all'estradizione: "E' una fase delicatissima, ci sono prove ed elementi sia contrari sia favorevoli all'estradizione. Ma ora non si può parlare, dire qualsiasi cosa è controproducente". Il consenso all'estradizione espresso dall'arrestato resta comunque un parere non vincolante per l'autorità giudiziaria. E' prevedibile quindi che, dopo la convalida dell'arresto europeo (la prima volta che le autorità italiane applicano un mandato di arresto europeo per il reato di terrorismo), tra una decina di giorni, sarà fissata l'udienza per emettere sentenza di estradizione. Nel frattempo e finchè Hamdi Issac non rientrerà a Londra, i magistrati inglesi potranno partecipare agli interrogatori della Procura romana oppure chiedere ai colleghi italiani di procedere per rogatoria.

In cella prega Allah. Hamdi Issac ha trascorso le sue prime ore in carcere dormendo e pregando. E' isolato in una cella alla settima sezione, guardato a vista da un agente della polizia penitenziaria. Prima di addormentarsi, seduto sulla branda con le gambe incrociate, ha pregato un paio d'ore e a mezzogiorno, ha accettato di buon grado il vitto preparato dalla cucina del carcere: pasta, polpette di carne con contorno di verdura.

(La Repubblica 30 luglio 2005)

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Roma, oggi udienza estradizione etiope.
Perquisizioni

sabato luglio 30, 2005 4.30 
di Gionata Picchio

ROMA (Reuters) - E' cominciata a Roma l'udienza sull'estradizione dell'etiope Isaac Hamdi - vero nome di Osman Hussain, arrestato ieri nella capitale perché presunto responsabile di un fallito attentato a Londra - mentre 15 perquisizioni sono state effettuate in varie province tra i contatti dell'uomo in Italia, e prosegue l'analisi del materiale sequestrato ieri in casa del fratello.
Lo hanno detto oggi fonti della sicurezza e giudiziarie, e il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu.
Se l'udienza nel carcere di Regina Coeli porterà all'estradizione voluta dalla Gran Bretagna per Hamdi - il nome falso di Hussain figurava sui documenti britannici che aveva con sé al momento dell'arresto - l'uomo potrebbe lasciare l'Italia tra oggi e domani, hanno detto le fonti.
Pisanu ha detto che l'etiope è sospettato per il fallito attacco alla metro di Shepherd Bush il 21 luglio.

PERQUISIZIONI IN CORSO

Il ministro dell'Interno ha detto oggi alla Camera che le autorità sono riuscite a seguire gli spostamenti di Hamdi dalla sua fuga in treno dalla Gran Bretagna martedì scorso fino al suo arrivo in Italia, dove ha preso contatto con persone gli hanno offerto sostegno.
"La polizia ha individuato un fitto reticolo di personaggi appartenenti alle comunità etiope e eritrea ritenuti funzionali alla sua latitanza" in particolare a Milano e Brescia, ha detto Pisanu. Il ministro ha detto che sono in corso in varie province 15 perquisizioni su "contatti italiani" dell'arrestato.
Citando parole del ministro degli Esteri Gianfranco Fini, Pisanu ha detto di seguire "con grande attenzione l'evoluzione nel Corno D'Africa dove, in terre senza stato, al Qaeda è arrivata, si è insediata e da dove tende per vie diverse ad inviare i suoi adepti in Europa e nel resto del mondo".
Contemporaneamente, una fonte investigativa ha detto che sono in corso analisi del materiale, in particolar modo informatico, sequestrato ieri dopo l'arresto di Hamdi. Le fonti hanno aggiunto che a carico dell'uomo, interrogato nella notte dal pm romano coordinatore del pool antiterrorismo Franco Ionta, ci sono due provvedimenti d'arresto.
Il primo è "un fermo per terrorismo internazionale" emesso dallo stesso pm, il secondo è "il mandato di cattura spiccato dalla Gran Bretagna" per i falliti attentati del 21 luglio a Londra.
La fonte ha aggiunto che nella notte è stato arrestato anche il fratello di Hamdi: "E' stato arrestato perché gli è stato trovato un documento falso", ha detto la fonte.

ARRESTATO GRAZIE AL TELEFONO DEL COGNATO

L'etiope-britannico è stato arrestato ieri pomeriggio da reparti speciali della polizia -- Nocs (Nucleo operativo centrale di sicurezza) -- a casa del fratello in via Ettore Rota n.39. Era stato rintracciato seguendo il segnale di un telefono cellulare intestato al cognato, residente in Gran Bretagna.
Gli agenti lo hanno catturato al primo piano di uno stabile moderno e curato nel quartiere Casilino, nella periferia sud di Roma.
Il suo arresto è arrivato al termine di una giornata, quella di ieri, di rapidi sviluppi delle indagini sugli attacchi del 21 luglio, avvenuti esattamente due settimane dopo che quattro presunti attentatori islamici si erano fatti saltare in aria uccidendo 52 persone nel centro di Londra: la polizia britannica ha infatti arrestato ieri a Londra altri due dei quattro presunti attentatori. Il primo era stato arrestato in Gran Bretagna giorni fa.
Hussain non ha fatto resistenza, ha detto ieri un portavoce della polizia. "E' stato bloccato subito dagli agenti".
"I suoi movimenti sono stati tracciati, da Londra ha viaggiato in treno, prima Parigi, poi Milano e Roma".
Dalle intercettazioni che hanno preceduto l'arresto la fonte giudiziari ha detto che "al momento non risulta" che (il sospetto arrestato) stesse pianificando attentati in Italia, "ma le indagini sono ancora tutte aperte".
La polizia presume che Hussain fosse arrivato ieri nella capitale.

Reuters
http://today.reuters.it/news/NewsArticle.aspx?type=topNews&storyID=2005-07-30T143019Z_01_PAR039104_RTRIDST_0_OITTP-ARRESTO-SOMALO-30LUGLIO-PUNTO.XML

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LONDRA: ARRESTO ROMA, LUNGA NOTTE IN QUESTURA

ROMA - Nel corso della nottata Osman Hussain, lo straniero accusato di essere il quarto uomo responsabile dei falliti attentati di Londra del 21 luglio scorso, dagli uffici della questura centrale di Roma, dove era stato accompagnato nel tardo pomeriggio di ieri, e' stato trasferito in carcere dopo essere stato interrogato dai pm del pool antiterrorismo di Roma, Franco Ionta e Pietro Saviotti.

Hussain e' 'etiope', anche se in un primo momento si era parlato di origine somala. Sono in corso alcune perquisizioni in alcune province sui suoi contatti italiani. In particolare e' stato possibile individuare un fitto reticolo di soggetti appartenenti alle comunita' eritrea e etiope in Italia ritenuti funzionali alla copertura del latitante. Hussain era entrato in contatto con persone originarie del Corno d'Africa residenti nelle province di Milano e Brescia, citta' dove vive un etiope padre della fidanzata di Hussain.

"Le donne e e gli uomini delle forze dell'ordine stanno operando bene e si stanno adoperando, specialmente sul fronte della prevenzione, con un impegno encomiabile che merita la riconoscenza di questo Parlamento": lo afferma il ministro dell'Interno Beppe Pisanu intervenendo in Aula alla Camera nel dibattito sul "pacchetto" sicurezza. Le parole del ministro sono state sottolineate dal un applauso bipartisan di tutti i deputati presenti nell'Emiciclo.

ALTRI DUE ARRESTI A LEICESTER
Altre due persone sono state arrestate stamani a Leicester, a nord di Londra, per presunti reati connessi al terrorismo. La polizia, nel dare notizia dell'operazione, non ha pero' confermato un legame diretto tra questi nuovi fermi e gli attentati del 7 luglio e del 21 luglio nella capitale britannica.

21/7: IL PUNTO SUGLI ARRESTI
Ecco il punto sugli arresti dei presunti responsabili dei falliti attentati di Londra dopo le operazioni condotte oggi nella capitale britannica e a Roma.

* 27 LUGLIO
A BIRMINGHAM, nell'Inghilterra centrale, viene catturato YASIN HASSAN OMAR, 24 anni, cittadino somalo residente in Gran Bretagna da 10 anni. La polizia inglese lo ritiene l'attentatore che il 21 luglio cerco' di far saltare in aria un convoglio della metropolitana londinese nei pressi della stazione di WARREN STREET.

* 29 LUGLIO
A LONDRA, vengono catturati altri due presunti attentatori del 21 luglio. Il primo e' MUKHTAR SAID IBRAHIM, 27 anni, eritreo, in Inghilterra dall'eta' di 11 anni e naturalizzato britannico. E' sospettato di avere cercato di far esplodere una bomba sull'AUTOBUS n.26 nella zona di Hackney.

Il secondo uomo arrestato oggi a Londra e' il presunto responsabile del mancato attentato tra le stazioni di STOCKWELL e OVAL. Secondo la polizia si e' indentificato come RAMZI MOHAMMED. Nelle foto segnaletiche diffuse da Scotland Yard e' quello che indossa una felpa con la scritta 'New York'.

Nelle vaste operazioni di polizia attuate oggi nella capitale britannica, e' stato arrestato anche un TERZO UOMO, a quanto pare un parente di uno degli altri due. Arrestate anche DUE DONNE alla stazione di LIVERPOOL STREET, temporaneamente chiusa e evacuata per uno zainetto sospetto.

A ROMA, viene catturato il quarto presunto attentatore, identificato come OSMAN HUSSAIN, 27 anni, somalo. Il suo nome non era mai stato fatto prima. Il 21 luglio avrebbe cercato di far esplodere un ordigno su un convoglio della Hammersmith and City Line tra le stazioni di SHEPHERD'S BUSH e WESTBOURNE PARK.

http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200507301210208298/200507301210208298.html

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Londra: arrestate finora 28 persone
 Dodici ancora detenuti, tra loro 3 sospetti per 21 lugli
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(ANSA) - LONDRA, 30 LUG - Dall'inizio dell'inchiesta sugli attentati di Londra, la polizia britannica ha arrestato 28 persone, delle quali 12 sono ancora detenute. 'In totale, 28 persone sono state arrestate in Gran Bretagna e 12 di esse sono ancora detenute per interrogatori in connessione con l'inchiesta', ha dichiarato oggi Scotland Yard in un documento. Tra le 12 persone sotto interrogatorio ci sono i tre presunti autori dei falliti attentati del 21 luglio: Muktar Said Ibrahim, Ramzi Mohammed e Yassin Hassan Omar.
http://www.ansa.it/main/notizie/awnplus/mondo/news/2005-07-30_905181.html

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