E liberaci dal male ...
Un occhiata al mondo: in Sri Lanka proseguono gli scontri con le tigri del Tamil, uno stillicidio continuo, nonostante le celebrazioni dello tzunami. In Iraq la polizia ha ucciso circa 20 uomini per sedare una rivolta carceraria. Dopo Abu Ghraib non sono mai finite le torture. A Kerbala, città santa sciita irachena, sono stati ritrovati corpi di donne e bambini in una fossa comune. Qui è è più che probabile che siano stati gli americani, per levare dalla strada i cadaveri del fosforo bianco, ma ci diranno che sono stati quei cattivoni degli uomini della resistenza. In Afghanistan, oggi, si festeggia il primo decapitato della stagione autunno inverno. No, non scherzo affatto, sembra infatti che si tratti di uomini legati a Zarqawi che si libra anche sull'Afghanistan oltre che per la sterminata estensione dell'Iraq.
E' il mondo che è folle e più ancora lo sono i governi che istigano a queste forme di violenza. E non finisce qui!
Israele, la violenta, ha bombardato i campi profughi palestinesi in Libano, atto che può tranquillamente essere interpretato come un attacco unilaterale, ma compiuto nella piena consapevolezza di aver ben bene destabilizzato la politica interna a cominciare con l'omicidio di Hariri, e perpetrato contro le parti filo siriane. Poi ha deciso di creare un territorio cuscinetto occupando nuovamente una fetta cospicua del territorio nord della striscia di Gaza. Ma chi l'ha deciso che la popolazione di Gaza deve sopportare un ulteriore furto di territorio? E poi, chi l'ha detto che i tiratori sono proprio palestinesi, visto e considerato che sparano tanto male da non colpire e non fare danni ai coloni? Non saranno invece infiltrati israeliani?
Sono di questi giorni anche gli esiti dell'inchiesta sulla strage dei bambini della scuola di Beslan, una brutta pietra sopra che sta tentando di coprire infiltrazioni evidenti e gli errori orribili delle forze speciali, scagionate ier l'altro dalla magistratura. Beslan è stato un evento di tali proporzioni, da non avere abbastanza occhi da piangere e che nei giorni immediatamente successivi ha indotto anche feroci terroristi a dichiarare pubblicamente la propria estraneità ai fatti. Il sangue versato non si recupera, ma la decisione della magistratura giunge a coprire l'ennesimo evento in cui le forze dell'ordine, per quanto "speciali", sono state corrotte e/o hanno agito con inettitudine. L'abito, purtroppo, non ha mai fatto il monaco, figuriamoci il tutore dell'ordine (l'ho già scritto ieri).
Altra sorpresa natalizia: cessa per sempre al mondo della sinistra il "miracolo Zapatero", perchè la Madrid neogovernativa ex Aznar ha fatto sempre il doppio gioco contro la popolazione, aiutando di sottecchi l'esercito americano con una fregata, la Alvaro de Bazàn, grande come un campo di calcio in mezzo al mare, tanto quanto la nostra Andrea Doria, varata con i tagli al FUS e nello stesso giorno dello sciopero dei Teatri. Il clero spagnolo non è ne scemo, ne tanto meno disinformato e se è sceso in piazza contro Zapatero è proprio perchè egli ha mentito spudoratamente. Con la sua complicità e per mezzo della fregata Alvaro de Balzàn, gli americani hanno lanciato 2500 quintali di bombe all'uranio contro la popolazione irachena.
Pacifisti organizzatevi! Organizzatevi per trattare attentamente il vostro voto con la nostra sinistra, essa infatti è già stata in guerra e i suoi leader vengono ammansiti e comprati dagli states e addomesticati da Israele. L'Italia è in piena colonizzazione israeliana. A proposito dov'erano tutti per il dibattito al parlamento sull'amnistia? Io personalmente ho deciso che voterò solo per una donna, che nel corso dell'anno abbia ampiamente dimostrato di essere in gamba, caritatevole, pacifista, onesta, possibilmente cattolica e scevra da quell'anticlericalismo ipocrita, che invece affligge molti uomini di partito.
Proseguono quindi tutte le guerre dimenticate, emergendone soltanto i fatti più sanguinosi come quelli accaduti ieri in Congo, dove sono morte oltre 40 persone negli scontri.
Un grosso e sincero augurio di in bocca al lupo e che "crepi il baleniere" ai volontari ambientalisti di Green Peace, che stanno dando battaglia nel mare del Giappone.
Un augurio altrettanto grande ai ragazzi della rete Via le Basi, che hanno citato in giudizio gli americani per le bombe nucleari stoccate presso la base usa di Aviano, base nato per la verità, ma il significato è lo stesso, siamo noi ad essere una specie di banchina appesa nel mezzo del Mediterraneo.
L.M.
segue rassegna ..
La Rassegna stampa
Libano, Israele bombarda basi di un gruppo filosiriano
28.12.2005 di red.
Almeno quattro persone sono rimaste ferite, in modo lieve, nei bombardamenti condotti questa notte da Israele nel sud del Libano. Fra questi vi sarebbero due membri palestinesi del gruppo filosiriano Fplp-Cg di Ahmed Jibril. Lo ha riferito un portavoce del Fronte popolare di liberazione della Palestina-Comando generale, un'organizzazione radicale palestinese il cui leader, Ahmed Jibril, ha base a Damasco. Secondo l'esercito israeliano, la base si trova a sud della capitale libanese, Beirut. Si tratta del primo attacco israeliano così vicino a Beirut dal 2004 e della seconda volta su Naameh, dove è situata la base, dal ritiro israeliano dal Libano nel 2000.
L'esercito ha detto che il bombardamento è una risposta «ai tiri di razzi la notte scorsa verso comunità israeliane». L'esercito giudica con «estrema severità» questo genere di attacchi, che impegnano la responsabilità del Libano. Alcuni testimoni, che hanno visto gli aerei sopra il campo, a sette chilometri da Beirut, hanno riferito di due esplosioni. Altri testimoni hanno detto di aver visto due missili aria-terra e una nuvola di fumo bianco sollevarsi dal suolo. Soldati libanesi di un posto di controllo vicino a Naameh hanno confermato che un raid aereo aveva avuto luogo e hanno vietato l'accesso alla zona.
La base, utilizzata dall'Fplp da decenni, è costituita da tunnel fortificati in cemento armato scavati in una collina. L'esercito israeliano ha bombardato la stessa base già nel giugno del 2004, come rappresaglia dopo un attacco palestinese con razzi contro una nave della marina israeliana. Il bombardamento odierno è la risposta ai tiri di razzi atterrati ieri sera in un quartiere residenziale di Kiryat Shmona, che hanno fatto danni materiali ma nessun ferito.
http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=46471 [1]
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Medio Oriente. Raid israeliano su basi missilistiche in Libano e nella Striscia di Gaza
Gaza, 28 dicembre 2005 - Aerei israeliani hanno bombardato all'alba una base palestinese a sud di Beirut, in risposta ai razzi Katyusha lanciati poche ore prima dal territorio libanese verso Israele. I missili lanciati nella notte contro Israele hanno causato almeno un ferito e provocato danni materiali. La popolazione di Kiryat Shemona, la citta' nella parte settentrionale del territorio israeliano colpita dai missili, ha trascorso la notte in rifugi sotterranei. L'aviazione israeliana ha inoltre compiuto un raid contro diversi obiettivi ostili situati nella Striscia di Gaza.
Almeno quattro persone sono rimaste ferite, in modo lieve, nei bombardamenti condotti nel sud del Libano. Fra queste due membri palestinesi del gruppo filosiriano Fplp-Cg di Ahmed Jibril, secondo quanto ha riferito un portavoce del Fronte popolare di liberazione della Palestina-Comando generale, un'organizzazione radicale palestinese il cui leader, Ahmed Jibril, ha base a Damasco.
Nella Striscia di Gaza, come rende noto un portavoce militare, Israele ha "attaccato dieci strade nel nord della Striscia, che le organizzazioni terroristiche avrebbero potuto usare per lanciare missili Qassam contro il nostro territorio". Questo raid fa seguito al lancio di un missile Qassam nella notte tra martedì e mercoledì contro la città di Sderot, nel sud di Israele.
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Una fregata spagnola ha partecipato alla guerra in Iraq
(PL) - La Fregata spagnola "Alvaro de Bazán" ha partecipato a missioni di guerra tra il 10 settembre e il 3 dicembre scorsi nel Golfo Persico, come parte di un gruppo di combattimento di una portaerei statunitense.
Il quotidiano El Mundo ha pubblicato questa notizia nel quale rivela che la missione della nave più moderna della flotta spagnola era dare appoggio aereo e marittimo alle truppe in Iraq e garantire la sicurezza delle piattaforme petrolifere.
Inoltre nella seconda settimana di novembre il gruppo di combattimento della portaerei “Thodore Roosvelt” aveva dato appoggio all’operazione Cortina d’acciaio, durante la quale per cinque giorni sono stati effettuati attacchi contro presunte cellule di Al Qaeda alla frontiera tra la Siria e l’Iraq.
El Mundo precisa che questi dati provengono dalla stessa Marina degli Stati Uniti attraverso il suo Web ufficiale, con le foto che situano la fregata spagnola nel Golfo Persico in date differenti.
Inoltre la Direzione delle Comunicazioni dell’impresa Navantia - ex Izar - ha distribuito lo scorso 12 dicembre una nota stampa con quattro foto e un titolo: F -101 la prima nave straniera che integra un gruppo di combattimento degli Stati Uniti.
Una delle foto mostra la nave spagnola nel Golfo Persico e corrisponde al giorno della fine della missione. il 3 dicembre e le altre tre indicano che la fregata, in accordo con quanto detto, era stata in una missione di guerra con due conseguenze immediate, la prima lavorativa, poiché l’equipaggio della “Alvaro de Bazan” ha il diritto di ricevere un aumento per i pericoli corsi.
La seconda di carattere politico è più grave, poiché il governo avrebbe dovuto informare in tempo e chiaramente il Congresso di questa missione di guerra sotto la bandiera degli USA.
Lo scorso 4 maggio Bono aveva festeggiata nella base nordamericana di Norfolk, in Virginia, l’ingresso della Fregata nel gruppo di combattimento e aveva annunciato che nei mesi seguenti la nave avrebbe partecipato a manovre per il suo addestramento, ha ricordato il quotidiano.
Dopo il 13 ottobre però, la versione ufficiale data dal capo di stato maggiore dell’Armata, Sebastián Zaragoza Soto, è che si trattava “di una missione tecnica e dottrinale per cui la nave sarebbe stata per tre mesi negli USA, poi nel Mediterraneo e quindi nell’Oceno Indiano.
L’ammiraglio Zaragoza curiosamente aveva sottolineato allora che “non era un’operazione perchè altrimenti sarebbe dipesa dallo stato maggiore... è una missione in uno scenario lontano, è un viaggio prolungato, ma non si tratta di un’operazione”.
Per ora non ci sono state reazioni all’articolo pubblicato.
http://www.granma.cu/italiano/2005/diciembre/mar27/espana.html [2]
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GIAPPONE Battaglia in mare tra Greenpeace e baleniere
Attivisti di Greenpeace Due equipaggi dell'associazione "a duello" con una flotta di cinque baleniere giapponesi nelle acque dell'Oceano Meridionale. Crescono le pressioni contro il Giappone che maschera la caccia ai mammiferi con attività di ricerca
Cannoni ad acqua e battelli rovesciati, in uno scontro “da Davide e Golia” fra due equipaggi di Greenpeace e una flotta di cinque baleniere giapponesi nelle acque gelide dell'Oceano Meridionale, dove i grandi cetacei dovrebbero essere protetti da un Santuario internazionale. Le baleniere, munite di grandi stive frigorifere, stavano cacciando e macellando balene minke, o balenottere minori, quando sono state individuate ieri da due navi dell'organizzazione ambientalista, Esperanza e Arctic Sunrise. Parlando per telefono satellitare alla radio australiana Abc, il comandante della Arctic Sunrise, Shane Rattenbury, ha detto che l'avvicinamento della flotta giapponese dà inizio alla campagna finora più estesa da parte di Greenpeace contro una caccia di scala massiccia che è scientifica solo di nome. A bordo delle due navi operano 70 persone provenienti da 19 continenti.
Nell'equipaggio dell'Esperanza anche un'attivista italiana, Caterina Nitto, skipper di professione in Sardegna. «Stamattina abbiamo visto una balena che era stata arpionata... abbiamo posizionato le nostre due navi a prua della baleniera madre per impedire che la balena venisse trasferita sulla nave, e siamo riusciti a fermare la manovra per circa 45 minuti», ha detto il comandante Rattenbury. «I giapponesi hanno quindi attaccato con cannoni ad acqua e hanno rovesciato uno dei nostri gommoni; fortunatamente siamo riusciti a riportare tutti a bordo. Poco dopo - ha aggiunto - una delle navi pilota giapponesi, per fare largo, ha speronato l'Esperanza, con una chiara violazione della legge del mare».
In Australia, Greenpeace ha chiesto al governo federale di fermare o ritardare una delle baleniere, la Keiko Maru, che si sta dirigendo verso Hobart, in Tasmania, con un marinaio che necessita un intervento medico urgente. Il portavoce dell'organizzazione, Steve Shallhorn, ha detto che Canberra dovrebbe cogliere questa opportunità per mettere in luce la sua opposizione alla caccia delle balene, e impedire alla nave di tornare alla flotta. Il ministro australiano dell'Ambiente, Ian Campbell, ha respinto la richiesta affermando che una simile azione sarebbe controproducente e ha assicurato che il governo rafforzerà le pressioni diplomatiche su Tokyo, costruendo una coalizione di nazioni contrarie alla caccia alle balene.
Nonostante i ripetuti richiami della Commissione baleniera internazionale che chiede al Giappone di bloccare la presunta caccia scientifica, quest'anno l'agenzia della pesca giapponese ha più che raddoppiato la quota di minke cacciata, arrivando a 935 e aggiungendo 10 balenottere comuni, specie minacciata d'estinzione. Di scientifico, sottolinea Greenpeace, la caccia non ha nulla: nonostante la scritta “Ricerca” dipinta sulla fiancata delle navi, le balene a bordo vengono pesate, sezionate e impacchettate per raggiungere i mercati del pesce. 23 dicembre 2005
http://www.lanuovaecologia.it/speciale/inchieste/5209.php [3]
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Atomiche ad Aviano: Pacifisti pordenonesi citano gli USA in giudizio.
Il governo degli Stati Uniti è stato oggi citato in giudizio da alcuni pacifisti pordenonesi. L'atto di citazione, presentato in mattinata al tribunale di Pordenone, chiede al giudice di dichiarare che la presenza delle armi nucleari sulla base di Aviano è illecita e dannosa e conseguentemente ordinare agli USA di rimuovere tutte le bombe nucleari dalla base di Aviano e dal territorio nazionale.
Il documento, elaborato da uno staff di avvocati appartenenti alla IALANA (Associazione Internazionale Giuristi Contro le Armi Nucleari, www.ialana.net [4]) si richiama al Trattato di Non Proliferazione Nucleare, sottoscritto e ratificato dall'Italia, che sancisce senza ombra di dubbio l'obbligo per il nostro paese di non ospitare ordigni nucleari e per gli Stati Nucleari, come gli USA, di non dispiegare tali armamenti al di fuori del proprio territorio.
La prima udienza è stata fissata, su richiesta dei promotori, per il prossimo 7 luglio, alla vigilia del decennale della sentenza con cui la Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito che l'uso (o anche la semplice minaccia dell'uso) di armi nucleari è in contrasto con il diritto internazionale e che gli stati hanno l'obbligo giuridico di condurre negoziati in buona fede che conducano al completo smantellamento di tutte le armi nucleari.
I promotori della causa sono a disposizione per fornire ulteriori informazioni sulle motivazioni dell'azione legale e sulle prossime iniziative in programma per garantire la più ampia partecipazione popolare all'azione stessa. Si augurano in questo di trovare il sostegno e l'adesione di un ampio schieramento di forze politiche, sociali e sindacali.
Tiziano Tissino, Giuseppe Rizzardo, Michele Negro, Carlo Mayer, Monia Giacomini,
Lista delle rete Vialebasi
http://www.vialebasi.net [5]
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