
Iraq Giornalisti
Dai prescelti a seguire la carovana delle truppe di occupazione statunitensi all'Hotel Palestine ai lutti infiniti, mai in precedenza si è potuta osservare opera sì capillare di censura dell'informazione. Basti pensare al numero di caduti, alla cacciata di Al Jazeera da Bagdad, all'arresto dei 4 giornalisti dell'Irna, all'arresto del giornalista della Tv Al-Alam e di quello della AFP a Tikrit per poter affermare, che i giornalisti subiscano maggiori pericoli dalle forze "governative", che dai ribelli ...
Ultimi rapiti:
Christian Chesnot di Radio France e il giornalista del Figaro Georges Malbrunot, nella foto, dei quali si è persa traccia venerdì. Già da tempo in Iraq si trovavano a Najaf per ottenere una intervista con Al-Sadr. Certo la loro situazione desta preoccupazione, ma potrebbero trovarsi anche in un luogo sicuro in attesa di incontrare il leader sciita. Articoli su RFI [1], L'Express.fr [2] , Nouvel Obs.com [3] , RSF [4] .
Anche di Enzo Baldoni, giornalista freelunch italiano (scrive anche per Diario), si sono perse le tracce. La sua scomparsa si tinge di sangue per il ritrovamento del suo autista ucciso, alcune fonti riferiscono potrebbe essere stato oggetto di una azione di banditaggio. Fonti sciite rassicurano: sta bene [5], (speriamo) . Leggi un articolo sul suo blog di Repubblica [6] . Visita il suo blog: Bloghdad [7] .
In queste ultime ore è stato liberato il giornalista americano Micah Garen, che dalle mani dell'esercito italiano è stato consegnato a quello statunitense. Sembra che la sua liberazione sia avvenuta a soli 7 giorni dal rapimento, perchè egli ha aiutato a fare luce sull'episodio dell'ambulanza colpita dalle milizie italiane durante gli scontri a Nassirya, nel quale sono morte 3 persone ed una donna incinta. Articoli su Repubblica [8]. Fonte Al Jazeera [9] .
UPDATE articolo da L'Unità, appello dei familiari alla Croce Rossa
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23.08.2004
Baldoni, appello dei familiari a Scelli.
I francesi forse in mano ai sunniti
di red
Non c'è traccia per ora dei tre giornalisti spariti in Iraq negli ultimi giorni, i due francesi -Christian Chesnot di Radio France e Georges Malbrunot inviato di Le Figaro - e l'italiano Enzo Baldoni. Ma per i francesi, gli ulema - massima autorità religiosa sunnita - confidano che i due si trovino in mano dei mujaheddin (i guerriglieri sunniti) e confidano che non sarà fatto loro alcun male e questo in vitù delle posizioni della Francia sulla guerra in Iraq. Lo sceicco Abdel Salam al-Kobeissi, alto responsabile del comitato degli ulema, fa notare che la strada per Najaf passa attraverso parecchi villaggi sunniti. E che in questo momento di particolare recrudescenza dei combattimenti e di tensione in tutto l'Iraq tanto per i guerriglieri sunniti che per gli sciiti è facile pensare che qualsiasi occidentale sia un informatore degli americani.
I famigliari di Enzo Baldoni, il pubblicitario milanese e free lance dall'Iraq de «Il Diario» di cui non si hanno più notizie da giovedì scorso, sono intenzionati a chiedere l'intervento della Croce Rossa. Ad annunciarlo è la moglie di Baldoni, Giusy Bonsignore, attualmente in Sicilia, a Licata, con i figli Guido e Gabriella.
«Non escludiamo di fare passi di questo tipo. Non vogliamo fare di testa nostra. Siamo in contatto con persone che si stanno già muovendo e con il Viminale», assicura la moglie di Baldoni, che si sarebbe già rivolta al commissario straordinario della Croce Rossa, l'avvocato Maurizio Scelli, sollecitando l'organismo umanitario a fare tutto il possibile per rintracciare il marito, di cui l'ambasciata italiana a Baghdad ha perso i contatti ormai da quattro giorni.
Il direttore di Diario Enrico Deaglio è in contatto anche con la Farnesina ma dopo quattro giorni dalla scomparsa non ha ricevuto ancora nessuna notizia del collaboratore sparito sulla strada per Najaf. Lunedì Baldoni avrebbe dovuto mandare un articolo per il settimanale milanese che naturalmente non è arrivato. «Speriamo che abbia solo problemi di comunicazione», dice il redattore Gianni Barbacetto. La stessa speranza che finora viene espressa anche dal direttore della Cri Maurizio Scelli: «Si tratta di un giornalista esperto, forse si è fatto accompagnare in qualche luogo per raccogliere informazioni per i suoi reportage. L'unica cosa che sappiamo è che non ha utilizzato la sua strumentazione, come il cellulare per chiamare ma è poco per dire che sia stato rapito».
Quanto al cadavere di un uomo, trovato ucciso a colpi di pistola e indicato come l'interprete e autista di Baldoni, Deaglio conferma che «ufficialmente manca il riconoscimento perchè non c'è ancora una persona che l'abbia riconosciuto ma da fotografie e altri elementi, come i vestiti, è presumibile che si tratti di Ghareeb».
Il presidente della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, esprime forte preoccupazione per l'assenza di notizie di tre giornalisti occidentali, fra i quali il free lance milanese. «La vicenda riporta ancora una volta alla luce la condizione di alta esposizione dei colleghi di frontiera che corrono sempre qualche rischio in più e che rinunciano anche a misure di cautela per essere presenti sui fatti. Sulle regole del loro ingaggio di lavoro occorre una riflessione più attenta a disponibile anche da parte degli editori. La situazione», conclude Siddi, «è oggettivamente difficile, ma va rilanciato l'impegno della comunità internazionale per la sicurezza dei giornalisti in una delle aree più martoriate della terra».
Micah Garen, il giornalista Usa liberato grazie alle intercessioni di Moqtada Sadr, ringrazia il leader sciita e le forze della coalizione, compresi gli italiani.
http://www.unita.it/index.asp?topic_tipo=&topic_id=37102 [10]